Lunedì 26 aprile 2010 ore 20,30 conferenza della prof.ssa Patrizia Ianne, biologa e collezionista botanica bassanese, che ha fatto scopo della sua vita “il verde”. Tiene conferenze tematiche presso Comuni, scuole e biblioteche. Vince, a Castello di Masino (TO) – nell’ambito della manifestazione-fiera “2 giorni per l’autunno”, il premio per le migliori Fucsie e Arisaema. Insegna alle scuole medie superiori.
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IL GIARDINO SUL BALCONE E’ arrivata la Primavera, è il momento giusto per sistemare vasi, contenitori e piante, che con loro fioritura abbelliranno e riempiranno di colore i nostri terrazzi. Avere un giardino sul balcone non è difficile. Si può creare una zona verde anche in spazi ridotti, sfruttando quei luoghi della casa che spesso vengono trascurati. Balconi, balconcini, terrazzi, offrono una posizione privilegiata per la coltivazione e il giardinaggio. E' sufficiente una tettoia o un davanzale ben esposto al sole, o un muro caldo, per dar modo alle piante di crescere e proliferare. La scelta delle piante è infinita. Molto dipende, oltre che dal gusto personale, dai fattori climatici, dall'esposizione e dallo spazio a disposizione. In un ambiente piccolo è meglio limitare il numero delle piante, sarà più semplice curarle e dare il giusto rilievo alle caratteristiche ornamentali di ogni specie. Il sovraffollamento, oltre a rendere meno da un punto di vista estetico, può portare al contagio di malattie e facilitare l'attacco dei parassiti. E' meglio inoltre acquistare piantine già pronte in fiore, che costano pochi euro: sarà più semplice fare accostamenti e composizioni. In questo primo periodo si prestano molto bene per decorare i terrazzi le bulbose a fioritura primaverile, giacinti e tulipani, iris, anemoni, narcisi (che vanno però messi a dimora nel periodo invernale), primule, viole del pensiero, pratoline, myosotis, silene. Per l'estate vanno benissimo i gerani, le rose, le petunie, la salvia splendens, la portulaca (a pieno sole) e la begonia semperflorens, che vuole la mezz'ombra. Tutte garantiscono una lunga fioritura. Se i vasi sono capienti si possono piantare anche piccoli arbusti, per fare da sfondo verde alle fioriture stagionali. Ad esempio il Viburnum Tinus (lentaggine), il Pitosforo nano, le Ebe di varie dimensioni, dal fogliame che varia dal verde al giallo al rosso e l'Abelia, tutte piante molto robuste adatte sia al pieno sole che alla mezz'ombra, con una fioritura che dalla primavera si protrae fino all'estate. I vasi, oggi in vendita se ne trovano di ogni foggia, colore, materiale e prezzo. Il mercato specializzato è vastissimo e soddisfa qualsiasi esigenza estetica, di spazio e di tasca. Cerchiamo di orientarci in mezzo a tanta scelta, valutando i pro e i contro dei materiali più usati: la terracotta e la plastica. I recipienti in terracotta sono in genere più costosi, specie quelli lavorati a mano, e hanno un grosso impatto decorativo ed estetico. La terracotta è anche un materiale molto pesante, che conferisce stabilità alla pianta ma ne rende anche più difficile lo spostamento. E' soggetta a fenditure e rotture, non è facile da pulire e tende a far asciugare velocemente il terriccio contenuto. D'altra parte la porosità dei vasi di terracotta evita che l'acqua ristagni. I contenitori in plastica sono spesso più economici, anche se alcuni - ad esempio quelli in resina - costano più della stessa terracotta. Sono infrangibili e leggeri da spostare, si puliscono con estrema facilità e resistono bene alle gelate, a differenza di quelli di terracotta che si spaccano. Trattengono meglio l'umidità ma sono impermeabili, quindi bisogna dosare bene le irrigazioni per evitare di affogare la pianta. Al di là del materiale e della bellezza dell'oggetto ci sono però delle regole comuni da rispettare per la salute delle piante: il vaso non deve essere troppo piccolo, perché le radici non troverebbero nutrimento a sufficienza, né troppo grande, perché la pianta crescerebbe maggiormente nella parte interna a discapito di quella visibile aerea. Per trovare la misura giusta basta ricordare che il diametro del recipiente deve essere circa un terzo dell'altezza della pianta. L'altezza del vaso è invece più variabile: alcune specie di piante si accontentano di poca terra (ad esempio le grasse), altre invece vogliono maggiore spazio. Tutti i recipienti devono avere un foro per il drenaggio, ovvero per lo smaltimento dell'acqua in eccesso. La invasatura, non presenta grosse difficoltà, se si utilizzano i vasi dell'anno precedente bisogna ripulirli bene sia all'interno che all'esterno, lavandoli con acqua o con una soluzione di carbonato sodico. Sul fondo i fori del drenaggio vanno coperti con cocci concavi di terracotta e un po' di ghiaia. Quindi si aggiunge un po' di terriccio e si sistema la radice della pianta con la zolla di terra che la circonda, ricoprendo bene con altro terriccio fino a due centimetri circa dall'orlo del vaso. Finita l'operazione si deve annaffiare la pianta. Volendo si può aggiungere sulla superficie del terriccio una manciatina di ghiaia, per proteggere la pianta dallo sviluppo di eventuali piante infestanti. Il terriccio è uno degli elementi fondamentali per lo sviluppo delle piante, che ne traggono gli elementi nutritivi di cui hanno bisogno. In commercio esistono miscele differenziate, studiate appositamente per ogni tipo di pianta. Scegliendo bene il terriccio basterà poi concimare al momento opportuno e aggiungerne altro di tanto in tanto quando è necessario. I terricci sono formati in prevalenza dalla decomposizione di sostanze organiche come foglie, fiori, radici, escrementi di animali ecc. Ricordiamo ad esempio il terriccio di bosco, assai ricco di sostanza organica e molto fertile, che mescolato ad altri terricci, così come la torba, viene usato nella preparazione di terricciati ottimi per la coltivazione delle piante in vaso. Questi tipi di terriccio si trovano già pronti in sacchetti anche nei supermercati. Altrimenti si può utilizzare il terriccio universale, adatto a tutte le piante. L'importante è che sia buono: per questo è meglio evitare quelli troppo economici. |