Percorso nel chiostro del Museo con Alberto Parolini Sarebbe certamente fiero di noi il grande naturalista e ci accompagnerebbe volentieri in questo percorso data l’importanza della novità. Quest’anno infatti il Natale bassanese si muove, tra le tante altre manifestazioni, all’insegna di una geniale e gentile mostra di agrifogli e conifere, proprio del chiostro del Museo Civico, cuore stesso della Città. Una chicca attentamente studiata, che Alberto Parolini dai giardini di lassù sbircerà compiaciuto, sorridendo all’idea che Bassano, proprio a suo onore, festeggia con piante invernali, con verdi foglie, bacche rosse ed alberi quali gli abeti, tanto cari a tutti i bambini del mondo. L’esposizione sarà gioia per gli occhi, ma anche conoscenza più approfondita di piante quali l’agrifoglio, nel nostro immaginario legato alle feste natalizie. Questa pianta tipicamente invernale, fin prima dell’avvento del Natale cristiano, era considerata magica, si dice proteggesse dai demoni e portasse fortuna. I Romani lo regalavano agli sposi in segno di augurio, i Britanni lo consideravano pianta sacra, i Druidi credevano proteggesse dai disagi dell’inverno e che ammansisse le bestie feroci. Molte leggende fiorirono intorno ad essa legate al dio dei boschi, ad elfi gentili pronti a soccorrere mani punte dalle sue foglie. Il buon Parolini ora ci suggerirebbe il nome scientifico d’essa, Iles aquifolium, la sua appartenenza alla famiglia delle Aquifoliaceae, che raccoglie almeno 600 specie diverse. Ci ricorderebbe che si presenta come un piccolo albero o un grande arbusto, che è sempreverde con foglie coriacee lucide e cerose con margine spinoso, che il suo frutto è una drupa carnosa di colore rosso, appetibile dagli uccelli, ma velenosa per noi. E’ piacevole pensare che l’austero naturalista potesse ricevere quanti visiteranno il chiostro nell’occasione, che parlasse a lungo delle conifere o Pinophyta, in classificazione botanica a narrare di 600 – 650 specie, tra le quali il Pinus Parolinii da Lui scoperto durante un viaggio in Turchia nel 1819, poi classificato e dedicato al suo nome. L’albero da lui piantato nel Giardino Parolini della nostra città, ha circa 190 anni e con la sua altezza di 28 metri è uno degli alberi monumentali della provincia di Vicenza Il grande naturalista, ne siamo sicuri, parlerebbe con poesia davanti ai bambini del terzo Millennio, dell’albero di Natale e di come, con il presepe, sia una delle più diffuse tradizioni natalizie. L’abete, essendo conifera sempreverde, richiama il perpetuarsi della vita anche in inverno. La tradizione di decorarlo nacque in Germania nel XVI secolo, come controparte alla cattolica Natività, a simbolo dell’albero della vita nel giardino dell’Eden. Molte altre cose rallegreranno e completeranno l’esposizione, che vuole essere un momento di vero piacevole incontro con la cittadinanza tutta, con inaugurazione il 4 dicembre e visita fino al 19 con orario legato all’apertura del Museo. Sarà bello ricordare in questo Natale 2010 un uomo illustre e generoso come Alberto Parolini, che ha amato ed onorato Bassano.
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