BASSANESI D.O.C. SI RACCONTANO Ruggero Remonato, l’uomo dal papillon… PDF Stampa E-mail
RemonatoReggendo libri o giornali sotto il braccio, sorridente e pronto al saluto, è amico di tutti, come si conviene ad un bassanese doc.
Lo incontriamo dopo la recente pubblicazione del suo libro “Spigolature bassanesi. A spasso per la città di ieri e di oggi”, che sta raccogliendo ampi consensi per la serie di racconti “cammeo”, su angoli diversi di Bassano, conosciuti e non, ma tutti egualmente degni di attenzione e nota per parte di ogni cittadino.
In amichevole intervista gli chiediamo:
- Come è nata l’idea e l’attuarsi della pubblicazione del libro?
“L’idea è scaturita dal suggerimento di Giandomenico Cortese, già redattore capo de “il Gazzettino”, che ospitava la mia rubrica “La nostra storia”. Il senatore Pietro Fabris ha letto la raccolta di quegli articoli ed è stato deciso che fossero pubblicati, cosa resa poi possibile per la generosa cura dei Rotary Bassano e Castelli. In essa un discorso legato da sempre al mio amore per questa nostra città, a comprendere i miei ricordi e quelli dei miei genitori Giovanni ed Amelia Scremin, bassanesi anch’essi di nascita”.
- Ci parli della sua infanzia, di sensazioni e conoscenze di un tempo…
“Sono nato nel 1938 e due anni dopo è iniziato il secondo conflitto mondiale. Ultimo di tre figli maschi, sono cresciuto con i miei fratelli Andrea e Lalo, nella casa in Vicolo dei Zudei, fino al giorno spigolature_bassanesidel mio matrimonio nel 1966. Mio padre era dipendente comunale, mia madre casalinga e come tutti abbiamo vissuta le ristrettezze, i disagi, gli orrori della guerra. Avevo solo sette anni quando tutto ebbe fine, lasciando anche Bassano più volte bombardata, impoverita, nella quale è subito però ripresa la voglia di vivere e fare per tutti”.
- Anni decisivi infatti per i cambiamenti che iniziarono a verificarsi negli anni ’50

“Sì pieni di un fermento che era ritorno alla vita, noi giovani avevamo ripreso a scalare le nostre amate montagne, ballavamo al ritmo delle musiche americane, studiavamo tési al nostro avvenire. Anche l’economia cittadina era in ripresa, grazie alle “Smalterie Metallurgiche Venete ed alla “Balestra Oro”, che occupavano gran parte di cittadini. Entro le mura la ricostruzione aveva operato largamente, fuori di esse si intravedevano i primi cambiamenti, che poi hanno portato da un mondo contadino a quello tecnologico ed industriale.
Partii per il servizio militare, espletato ad Aosta come alpino dal 1959 al 1961 anno quest’ultimo importante nella mia vita per l’incontro con Nica Furlan, bassanese, che poi sarebbe diventata mia moglie. Per quanto riguarda il lavoro, completato il mio ciclo di studi e per concorso entrai come segretario economo all’Istituto d’Arte “Giuseppe De Fabris” a Nove: potevo pensare con trasporto all’amore:..
- Ci piacciono le storie d’amore, racconti allora anche la sua…
“ Galeotto nel 1961 fu il primo centenario dell’Unità d’Italia. Ero ancora militare e mi recai a Torino per le celebrazioni dell’evento, con il coro ANA Montegrappa del quale ero cofondatore. Da quella bella città inviai a Nica una cartolina e…fu l’inizio della nostra storia , che ancor oggi ci trova uniti in ogni decisione, gioia o dolore pienamente condivisi, dal 1966 anno del nostro matrimonio. Non abbiamo avuto figli, ma la pronta generosità verso tutti di mia moglie, ha sempre resa piena e serena la nostra vita”.
- Grazie, bella davvero! Ritornando al suo libro, perché in esso sono stati ignorati alcuni eventi storici?
“Bassano era stata rivisitata per mia parte in articoli legati alla sua architettura, con annotazioni culturali brevi, per estrema limitazione di spazi. Il contenuto d’essi, se pur allargato in vista della pubblicazione, è rimasto in massima parte lo stesso arricchito solo da fotografie, che fanno parte del mio archivio.
Per quanto mi resta continuerò a vivere con passione ogni mia ricerca sulla città, ad annotare quanto il progresso Le ha dato o negato, quanto è stato fatto e quanto resta da fare, ma soprattutto a suo onore vivendo da buon cittadino
Sono soddisfatto della mia vita, grato per avere una moglie gentile, affettuosa e fattiva come Nica. Ritengo un gran patrimonio l’amicizia di cui ho goduto e godo tra i Bassanesi”.
Elide Imperatori Bellotti
 

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