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In questo numero del nostro giornale, in gran parte dedicato a “Le Arti per via”, che festeggiano il venticinquesimo anno di associazione, ci è sembrato importante, come “Bassanesi doc” dare voce ad alcuni componenti di questo bel gruppo. Avremmo voluto spazio per ascoltare tutti, perché più volte definiti “Ambasciatori di Bassano”, ma circa sessanta in verità sarebbero stati troppi!Allora abbiamo scelto un po’ a caso, sicuri però che ogni parola o sentimento avvicina gli uni agli altri e bene narra l’intenso vissuto di ognuno in tanti viaggi, nell’incontro con migliaia di persone, nelle emozioni di scoperte sempre nuove. Nella mia veste di Direttrice Artistica della compagine li sento tutti egualmente cari, per quanto ricevuto da ognuno, per la crescita umana, sociale e culturale vissuta insieme in anni di intenso lavoro. Ascoltiamoli… Socia fondatrice, donna sensibile di una bellezza tutta veneta, è Gabriella Grigoletto. “Ho vissuto in questo gruppo ricevendo da ogni componente di esso, da luoghi lontani e persone diverse, molte cose che hanno arricchito il mio spirito e dato spunti nuovi alla mia vita”“Un’esperienza di grande importanza, allora…_ “Sì, perché al di là del mio quotidiano nell’incontro con paesaggi inconsueti, con uomini e donne di una fierezza ancor veneta, pur se tanto lontani dalla madre patria” _Quali personaggi ha ricoperto nelle tante manifestazioni? Quello della straccivendola, della burattinaia, ma ormai da anni quello della mercantina, per il ritrovamento quasi fortuito della cassetta d’epoca usata da tale venditrice, che pur pesante è per me un tesoro” _Un ricordo più prezioso degli altri? In Russia, a Kiev, dove un anziano signore mi ha chiesto un ago, che si è appuntato nel risvolto della giacca, quasi fosse una cosa preziosa, ringraziandomi con un sorriso ed ancora in Messico a Huatusco, per la tanta gente che ci applaudiva tra la nostra viva commozione”. Anche Maria Teresa Kollenz da sempre nel gruppo è elemento importante per l’incarico di costumista tra gli altri e la perfetta immagine di sé, come materassaia attiva, prepotente e…sparonzona, durante gli spettacoli. “Devo molto al gruppo – dice con voce commossa - per l’affetto ed il concreto aiuto ricevuto in difficili momenti della mia vita. I tanti viaggi, i luoghi lontani conosciuti, le migliaia di persone avvicinate, mi hanno lasciato ogni volta più ricca dentro, più forte”. Racconti qualcosa che porta in cuore… “Il volto e la voce di una donna nata in Messico, a Cipilo, incontrata nella Casa degli Italiani, che esprimeva come suo unico sogno, piangendo, il desiderio di conoscere l’Italia, amata attraverso i ricordi dei nonni e dei genitori. Ed ancora il piacere dell’incontro in Belgio della mia cara amica di gioventù, Maria, poi emigrata con i suoi a Charleroi. Ma mi è caro ricordare il mio partner di tanti momenti lieti durante gli spettacoli e scomparso da poco: il generoso e gentile Luciano Manfrè, nella parte del materassaio che con me interagiva in scenette, che chiamavano sempre l’applauso del pubblico”.Giovane, graziosa e disponibile, Chiara Gastaldello è entrata da pochi mesi a far parte del gruppo per la fortuita sostituzione di un personaggio assente. Dotata di buona sensibilità e senso dello spettacolo, si è fatta notare ed apprezzare anche per gentilezza di tratto e buona educazione. Le chiediamo come si trova fra gli altri. “Per me è tutto nuovo, - risponde – perché il gruppo è molto eterogeneo, ma con una sua forza ed unità che fa famiglia. Sono infatti tutti legati dall’interesse per le tradizioni, per l’amore alla terra veneta ed alla sua cultura” Quale fra essi il tuo primo viaggio?_ “Nella lontana Australia, dove sono giunta ancora senza credere che fosse vero.. Durante il primo spettacolo una coppia presente chiedeva chi fra noi fosse di Travettore di Rosà. Ho scoperto e ricostruito un’amicizia vissuta tra loro e la mia nonna materna, che abitava in quella frazione, ricordando luoghi e persone con grande emozione per me e per i due coniugi” Andrea Castellan, quattordici anni, è al momento il più giovane della compagnia con le sorelle Cristina e Marta, sue gemelle. Un trio eccezionale, per simpatia ed intelligenza. Intervistiamo lui, che subito si presta alla cosa. Andrea, da quanto tempo fai parte delle “Arti per via”? “Da ormai sette anni e mi piace tanto, perché tutti mi vogliono bene e l’atmosfera che si crea ogni volta per lo spettacolo mi dà la sensazione di essere in famiglia”. _Qual è il tuo ruolo fra i figuranti?. “Quello dell’aiutante spazzacamino, con i difetti ed i pregi di un bambino, anche se lavoratore. Mi piace , perché mi sento a mio agio nelle sue povere vesti, con il volto e le mani segnate dalla fuliggine. Quando mi applaudono sono felice, perché sento di rappresentare bene il mio personaggio”: Cosa ricordi con più emozione di tanti viaggi ed incontri? “Certamente la sfilata del Columbus day a New York, che io aprivo portando il nostro tricolore. Ricordo anche un anziano signore, che con grande commozione, sempre a New York. mi ha abbracciato, dicendomi che gli ricordavo se stesso quando al suo paese faceva lo spazzacamino”. Durante i venticinque anni di percorso, una delle immagini più belle è stata quella delle famiglie del gruppo. Ricordare le mamme ed i loro bimbi, ormai in gran parte più che adulti, ci riempie di commozione. Solerti, affettuose, attente Rita Cervellin, Laura Dal Mas, Lucia Sasso, Margherita Milan, Katy Zonta, Elena Perozzo, Daniela Bellò alcune già nonne, madri di quei bambini che ora salutiamo laureati, diplomati, giovani manager, solerti artigiani, sicuri di aver contribuito al loro crescere in conoscenze e cultura. Alcuni sono ancora tra noi e sembra poi che stiano, proprio con le nonne, arrivando nuovissime leve. Una mamma esemplare tra noi è ora Mary Bozzetto nel gruppo con il marito e tre dei suoi quattro figli, giovane, brava, discreta ed ottima educatrice. Ricopre il ruolo di ricamatrice al telaio con perizia e gusto che incantano. Le chiediamo: _La sua appartenenza al gruppo la gratifica? Come è entrata con tutta la famiglia in esso? _Attraverso mio marito Castellan Loreto , che delle “Arti per via” è il trasportatore, innamorato dell’insieme. A me lo spettacolo è piaciuto da subito e trovo molto bello condividere questo momento di vita con i miei cari.” Un ricordo che più degli altri le sale dal cuore? “Quello della visita al Museo di Ellis Island, nella visione attraverso foto ed oggetti dei nostri emigranti, del loro giungere da luoghi lontani dopo estenuanti viaggi. Ormai arrivati vedevano il mare e la sognata America senza potervi entrare, se non dopo lunghe quarantene nell’isola stessa. Tribolazioni che purtroppo anche oggi vivono uomini e donne meno fortunati di noi”. La splendida voce del gruppo è quella di Anita Perotto, entrata a farne parte nel 1990. Gioviale e sensibile, con ferma mano cura la parte musicale dell’insieme, scegliendo i canti popolari più appropriati, guidando le prove d’essi, dirigendo durante lo spettacolo ed incantando i presenti come solista. “Ho sempre cantato, - racconta – fin da piccola con mia madre e poi nel coro parrocchiale. Ma le occasioni offertemi da “Le Arti per via” mi hanno resa più cosciente e spigliata, acquisendo padronanza assoluta dei miei mezzi vocali. Un senso quasi di liberazione, che mi ha dato il desiderio di approfondire ogni mia conoscenza musicale, sotto la guida di una maestra”. Grandi passi dunque, tanti applausi e consensi! “Sì e mi ritengo fortunata per l’incontro con il gruppo, che ha mutato la mia vita. Di esso fa parte anche mio marito Ruggero ed insieme abbiamo vissuto momenti emozionanti. Ho dovuto vincere la mia paura di volare, ma ne valeva proprio la pena, perché ho visitato un fratello di mia madre in Uruguay, dopo la nostra presenza in Argentina ed una sua sorella in Australia, nel nostro ultimo viaggio. Ho potuto abbracciare i miei cugini, riallacciare le fila di questa mia famiglia di emigranti, dei quali mia madre parla con affetto e nostalgia”. Di tutto porta allora grandi ricordi…“Grandissimi, perché il nostro viaggiare è molto particolare, ogni volta un’avventura per le sorprese che ci riserva, per l’emozione di tanti incontri, per il ricordo di tanta umanità per le vie del mondo”. Michele Posocco aveva quattordici anni quando con i suoi genitori Gianni e Laura ed il fratellino Simone, prese parte alla fondazione del gruppo. Ora, giovane manager, fa ancora parte dell’associazione, con attivo consiglio, pronto aiuto in ogni occasione. “Ricordo con tenerezza – dice – il primo personaggio assegnatomi. Come giovinetto facevo parte della famiglia dei materassai e come ubbidiente figlio lavoravo al cardo. Mi rivedo bello, fotografato con il mio “tabaro” ed un grande cappello”: Ha quindi partecipato a gran parte dei nostri viaggi…_ “Sì e ricordo con vero entusiasmo le nostre prime tournée in Europa, nei paesi dell’est, visitando Kiev, Mosca, Leopoli, Cracovia, vivendo di quelle città la storia e comprendendone attraverso le persone quanto di nuovo stava accadendo. Altra città che mi ha entusiasmato è stata Berlino, per gran parte in rifacimento dopo la caduta del “muro” Ed i grandi viaggi oltre Oceano? Tutti entusiasmanti, in particolare quelli nell’America Latina, per il calore , l’emozione dei nostri emigranti, che ritrovavano in noi suoni e voci dell’Italia lontana. Indimenticabili i segni della civiltà Atzeca in Messico, le cascate di Iguazù in Brasile, New York negli Stati Uniti, il Columbus Day ed i grattacieli.” _Ha cambiato ruolo nel gruppo?_ “Da molti anni ricopro quello del fotografo ambulante, sempre accompagnato da graziose ragazze…così scherzando, scherzando mi sono appassionato tanto alla cosa, che mi sto specializzando nell’arte della fotografia, trovando gioia ed entusiasmo nel riprendere in luci diverse la quotidianità di luoghi e persone….” Colonna portante, socio fondatore è ancora fra noi Flavio Baggio. Appassionato e buon conoscitore di teatro ha sempre partecipato ad eventi culturali cittadini, ma come per gli altri si può dire che il suo vero “amore” siano proprio “Le Arti per via”, nel quale dalla nascita ha sempre rivestito l’incarico di Tesoriere. Scrupoloso, attento, di pronto consiglio, l’uomo giusto al posto giusto! “Avendo dato vita con altri all’associazione, - racconta commosso - ne ho sempre sentito e vissuto l’importanza, nel veder crescere gli appartenenti ad essa, il loro adeguarsi a regole che hanno fatto di noi tutti un insieme teso a cose sempre più importanti, riguardo alla storia ed alla cultura della nostra città. Viverne poi la vita con mia moglie Antonia e mio figlio Matteo, già da bambino, mi ha gratificato al massimo”. _Quale ruolo riveste nello spettacolo? “Da sempre quello dell’impajacareghe, un mestiere non facile, che ho imparato per dare piena verità al mio personaggio. Antonia invece è ormai da anni “’a bambolara”, per la sapienza delle sue mani, dalle quali nascono bambole di pezza, che fanno innamorare. Quali ricordi per i tanti viaggi si affollano alla sua mente? “Mille e tutti belli, impensabili per me ed i miei, oltre oceano, al di fuori dell’associazione. Fervore nella loro preparazione, ore ed ore di viaggio, incontri con migliaia di persone in luoghi diversi e lontani. Ripenso all’emozionante parentesi vissuta in Messico a Colonia Gonzales, piccolo paese sperduto nella foresta, mentre viaggiavamo verso Vera Cruz. Una sosta ci sorprende tra giovani di tutte le età usciti per noi dalle scuole del paese, il saluto di un preside in buon italiano che ricorda Dante e la bellezza della nostra cultura in un silenzio teso e commosso. Poi canti, sventolare di bandiere, abbracci insperati, inattesi e tanto più graditi. Mi sembra importantissimo chiudere queste interviste con un particolare pensiero e grazie al nostro Presidente Gianni Posocco, innamorato della nostra Compagine, fervido nell’immaginazione di mille situazioni diverse, infaticabile nell’organizzare, nel prevedere, nel pianificare al massimo ogni uscita del gruppo. Un uomo sensibile e buon mediatore in ogni occasione, perfetto collante tra tutti con saggia parola e sereno comportamento. Siamo pertanto felici di festeggiare il nostro venticinquesimo con Bassano e tutti i Bassanesi, augurando lunghissima vita , nelle nuove leve, agli entusiasti componenti de “Le Arti per via” Elide Imperatori Bellotti |
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