Abbiamo assaggiato per voi PDF Stampa E-mail
Ristorante Birraria Ottone

Recentemente ammesso tra i locali storici d’Italia (sarà presente nella Guida dei Musei dell’Ospitalità, Ristoranti Storici Italiani che uscirà nel 2004) il “Ristorante Birraria Ottone” si trova in uno dei più interessanti e particolari palazzi cittadini, sulla facciata del quale, protetta da un portico a doppia altezza, si trova l’opera “Madonna in trono con bambino” dipinta nel 1523 da Francesco Da Ponte il Vecchio. Fu il nonno dell’attuale proprietario, del quale porta lo stesso nome, Otto, a dargli vita essendo qui giunto dalla natia Hallein, piccola città del Salisburghese nel quale era nato nel 1835.Recandosi per lavoro a Venezia il giovane maestro birraio transitò, forse per caso, per Bassano, e la bellezza del suo paesaggio, attraversato dal fiume circondato da monti e colline, gli ricordava quello della sua città natale. Decise così di trasferirsi lungo le rive del Brenta dove iniziò a produrre importare e distribuire birre austriache e tedesche, sconosciute fino ad allora. Nel 1870 in borgo Angarano (la facciata dell’edificio riporta ancora le tracce dell’insegna) aprì la prima birreria con giardino dove la degustazione dei piatti tirolesi che accompagnavano la birra erano allietati, specialmente d’estate, da concerti.Il quattrocentesco palazzetto Navarrini Wipflinger (nell’allora via Umberto I attuale via Matteotti) dal 1882 diventa prima la sede invernale e poi la sede definitiva del locale. La conduzione famigliare ad opera del nipote Otto, coadiuvato dalla moglie Diana che presiede alla cucina , dalle figlie Paola e Veronica, consce del valore culturale del locale, le ampie sale finemente decorate, i tavoli preparati con eleganza e la cortese accoglienza rende piacevolissima la sosta ed il gustare le specialità proposte. Abbiamo scelto per voi il piatto che più lo rappresenta, il gulasch.

Il gulasch tipico piatto dell’Europa centro-orientale (di origine Ungherese) prende il suo nome da Gulyas, il termine ungherese per mandriano per cui è della carne preparata alla maniera del mandriano. Si racconta anche, che tra gli abitanti della pianura ungherese si considerava ricca la persona che mangiava carne ogni giorno, la gente comune però quella che la carne non poteva mangiarla diede vita a numerosi piatti di fantasia, dalle zuppe al gulasch. Essendo quindi originariamente un piatto “povero” era preparato con diversi tipi di carne (manzo, maiale, cavallo) tutti pezzi di piccole dimensioni che non venivano comunemente commercializzate. Il gulasch della Birreria Ottone, vive ancora della ricetta che nonno Otto aveva portato con sé dall’Austria, preparato con muscolo di manzo, cipolla peperoncino, paprika e cumino. La qualità degli ingredienti è il primo passo per un piatto ben riuscito, la carne innanzitutto proviene da animali alimentati da foraggi deve infatti reggere la cottura che lenta e laboriosa è il principale segreto della preparazione. La paprika assieme al peperoncino gioca un ruolo fondamentale dà il colore e un sapore al contempo piccante e dolce. L’aggiunta delle patate, verso la fine cottura, e il cumino danno il tocco finale al piatto che viene servito ben caldo e accompagnato da pane nero. L’ideale abbinamento è la birra che, chiara e leggera, serve a “smorzare” la corposità della preparazione. Per un menù completo oltre al gulasch, si possono gustare come primo piatto dei canederli allo speck in brodo, per dessert la torta di mele servita con crema inglese e per finire un distillato: l’acquavite di Aalborg o la classica tedesca Steinhager (spirito del grano, ottenuta da alcool neutro, da una triplice distillazione del grano e da un distillato di bacche di ginepro) entrambi serviti freddi. Il ristorante offre, oltre ai piatti tipici di tradizione austriaca, un menù ricco e raffinato che varia stagionalmente e fonde in ogni ricetta tradizione e modernità in un giusto equilibrio di sapori. Un invito a tutti dunque a recarsi in via Matteotti per degustare il gulasch sapientemente preparato secondo la ricetta di “nonno Otto”.

Misticanza
 

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