Spazio verde in estinzione PDF Stampa E-mail

BROLO-BONAGUROIl brolo Bonaguro
Il palazzo fu acquisito dal Comune dall’ultimo erede Luigi Giaconi Bonaguro di Piazzola sul Brenta nel 1969 per 47 milioni e successivamente, nel 1985, venne acquistato anche il brolo. Non si conosce il nome del progettista del palazzo, certamente non vicentino, attivo a Bassano  fra il 1640 e il 1660. L’origine dell’immobile, comunque, si può collocare alla fine del XVI secolo dopo che i veneziani Veggia lo acquistarono dai Rusconi nel 1574 e ne avviarono la ristrutturazione. Negli ultimi anni del Cinquecento, dunque, hanno inizio i lavori del restauro così come la ristrutturazione del suo giardino adornato, da numerose statue (24) ora quasi completamente scomparse. Via Angarano divide il prospetto nord dalla piccola esedra con pilastri sormontati da statue, ora completamente fagocitata dai villini di recente costruzione. Il prospetto principale si articola su tre piani movimentati da un sopralzo centrale  sormontato da un timpano. Ogni piano è arricchito da aperture a serliana sostenute da coppie di pilastrini. Un breve viale che termina con due pilastroni un tempo adornati da due statue, parte dal bugnato prospetto sud e divide un prato un tempo tenuto a giardino per arrivare in vicolo Macello.  Ora del viale  rimangono solamente alcuni resti di alberi scheletriti di impianto risalente a  qualche decennio fa; le due statue che accoglievano le carrozze degli ospiti sono state rubate ed i due pilastri che le sorreggevano semidistrutti. Quello che un tempo era un giardino si riduce ad un prato non coltivato la cui erba, fortunatamente, viene falciata ogni anno. Originariamente il giardino-parco di palazzo Veggia-Bonaguro oltre ad avere il viale centrale che conduceva alla sua facciata sud, era arricchito di ruscelli, di  piccoli serbatoi d’acqua e fontanelle, di percorsi che lo ingentilivano, di siepi che con disegni geometrici davano l’impressione della maggiore estensione dell’area, di verdi pergolati sotto i quali ci si poteva riparare dalla calura estiva. Dopo la morte del benemerito sindaco di Bassano Antonio Giaconi Bonaguro, la cittadinanza era alla ricerca di come onorarne la memoria per cui fu sostenuto il progetto, stilato alcuni anni prima da Domenico Lucietto. Questo suggeriva di realizzare un viale in allineamento con quello sud appena descritto, che doveva iniziare dalla facciata  nord del palazzo per congiungersi con la Strada Campesana. Il tracciato avrebbe dovuto attraversare le proprietà Bonaguro, Mirabello e Agostinelli-Moretti prima di  innestarsi con la  strada che porta a Campese. Come succede sempre, in città,  si accese una focosa diatriba fra i sostenitori del (futuro) Viale Bonaguro e i suoi detrattori, tanto da interessare la stampa non solo locale, come risulta dai giornali del giugno 1914. Noi sappiamo che  quel periodo preludeva l’inizio della prima guerra mondiale per cui tutto fu dimenticato fino all’anno 1917 quando fu edificato il Ponte della Vittoria che, successivamente,  suggerì l’apertura del viale Diaz (1928-1930) dal quale partì la “nuova strada Campesana”. Parlando del brolo ai giorni nostri si può affermare che, considerato la posizione strategica in cui si trova immediatamente prima dell’entrata ovest di Ponte Vecchio, non costituisce un degno biglietto da visita per i turisti che arrivano nella  nostra città  a migliaia, in ogni stagione. La prima impressione per coloro che, entrano a Bassano da quella zona, è di grande desolazione: la nostra città dà l’impressione di non saper come sfruttare una grande macchia verde così vicina al più famoso monumento bassanese e al centro storico. Un carissimo amico che, purtroppo ora non  c’è più, a sostegno della riqualificazione del brolo, aveva dato alcuni suggerimenti che si potrebbero seriamente prendere in considerazione. Aveva anche appuntato alcune idee che  potrebbero essere fatte nostre. Vediamone qualcuna riportando parte di alcuni suoi scritti: “Abbandonato e senza alcuna recinzione, oltre che dare la sensazione di disordine, rappresenta un pericolo per coloro che transitano a piedi per viale Scalabrini considerato il dislivello tra questo viale e il piano di campagna. Dopo che la zona è stata colpita da bombe del peso anche di 500 chilogrammi durante le incursioni aeree degli ultimi mesi del secondo conflitto mondiale (è noto che lo scopo era quello di abbattere il Ponte della Vittoria) sarebbe il caso di procedere ad un lavoro di bonifica di tutta la zona.” E continuava riportando anche soluzioni adottate, in analoghe situazioni, da importanti città europee come Vienna, Aquisgrana, Liegi ecc. Speriamo dunque che il brolo Bonaguro sia abbellito da altre piante in sostituzione di quelle esistenti e che la zona sia protetta da una leggera recinzione.                                
Ruggero Remonato
 

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